– GIORNALE DEI LAVORI

Giornale di From Rome to Glasgow

Domenica 12 Maggio 2024

THE DAY BEFORE

Il giorno prima

 

Quello delle spunte sulle cose fatte e dei cerchi su quelle che ancora mancano.
Quello delle telefonate, dei messaggi, della spesa che sul motorino non c’entra, delle buste
troppo pesanti, dei “ perché non ci ho pensato prima”

Quello che inizia alle 7.00 e finisce alle 6.59. 
Quello in cui dici “ scusami ma non riesco a venire a teatro”

Quello che vorresti fermarti, ma non puoi proprio.
Quello in cui “ la somma non torna,  lì c’è un errore,  ora come faccio?” 

Domani iniziano i “lavori “ e queste saranno le pagine di un giornale che quotidianamente scriveremo. Come si fa in un cantiere proveremo a descrivere i passaggi che in 7 giorni ci porteranno a costruire From Rome to Glasgow, before The Trial. 

Per mesi abbiamo progettato, studiato, pianificato… ora si passa all’ azione.

Oggi è il “the day before”, sono le ore 16.00 e prima di tornare a Lottounico vengo sopraffatta dal desiderio di scrivere qualcosa anche su questo pienissimo “ giorno prima”.

In fondo quasi sempre nei libri c’è una prefazione, molto spesso una dedica, o almeno  una “frasetta di incoraggiamento”, prima del capitolo 1.

Io voglio  presentare i protagonisti di questa storia :

Matthew Lenton, regista della compagnia Vanishing Point
Sandy Grierson, artista associato della compagnia Vanishing Point e suo assistente
Aurora Peres, artista associata della compagnia Vanishing Point e collaboratrice di Lottounico A.p.s.

Gli otto attori/ attrici che parteciperanno al workshop:

Cristiana Tamparulo
Federico Brugnone
Giuseppe Sangirogi
Lucia Marinsalta
Massimo Scola
Michele De Girolamo
Stefano Moretti
Sara Mafodda

Viola Damiani, fotografa e documentarista

Edoardo Petretti, musicista

Valentina Morini, coordinamento di produzione, contenuti web, segreteria del progetto.

Gaia Insenga, responsabile del progetto.

Poi ci sono i professionisti che ci aiutano dai loro uffici o computer: 

Alessandro Lelidgowicz, montatore video; Mauro Lopez, grafico; Susanna Trojano, consulenza bando;
Roberto Riccioni, consulente del lavoro; Andrea Pancini, commercialista.

E infine la collaborazioni con Irene Ranaldi, sociologa urbana (ottavo colle A.p.s.) e Giuliana Ciancio, cultural manager.

ore 17.00: squilla il telefono. Valentina ha fatto il check-in della casa che abbiamo affittato per Matthew e Sandy.
E’ tutto in ordine, come sempre quando c’è di mezzo lei.
Perché Lottounico si chiama così anche per questo: due parole unite, che se le scambi funzionano lo stesso e dove non arriva una c’è l’ altra.
Una è Valentina, io sono l’ altra, Gaia

ore 17.30: chiudo il computer e salgo sulla vespa. Direzione Lottounico.

Inizia il montaggio di From Rome to Glasgow, before The trial.

Questo Day before è ancora lungo…. 
Ma penso che come prefazione del giornale possa bastare

A domani, 
Gaia

Lunedì 13 Maggio 2024

FIRST DAY

Il primo giorno

 

Ore 10.00

Arrivano gli artisti a Lottounico.

Focus sul progetto From Rome to Glasgow, before The trial

e giro di presentazioni.

Inizia il lavoro guidato da Aurora Peres, invitata da Matthew Lenton a condurre una serie di esercizi propedeutici a quanto lui farà nel pomeriggio.

Aurora divide gli attori in gruppi di tre. 

Ogni gruppo è invitato a rispondere alle seguenti domande:

  • Il processo è ancora attuale? 
  • Perché? O perché no?
  • Prova a raccontare una giornata-tipo di un moderno Josef K.
  • Se potessi scegliere solo tre scene ne Il processo per raccontane la storia, quali sarebbero?
  • Racconta una storia divertente (max 3 minuti)

Osservo gli attori e ne origlio i discorsi: è incredibile come già dopo solo un’ora si sia creata fra di loro la complicità necessaria al lavoro. 

Discutono, si scambiano opinioni, costruiscono passo dopo passo i materiali richiesti da Aurora. 

Viola si aggira con leggerezza e discrezione nella sala. 

Ogni tanto lancia verso di noi uno sguardo e ci sorride. È testimone dei loro pensieri e prova a tradurli in immagine. 

È molto interessante quanto sta succedendo, con semplicità e rispetto.

Ore 12.30 

Viola porta un attore alla volta fuori da Lottounico. 

Ognuno dovrà rispondere alla seguente domanda “qualcosa da dichiarare, prima che inizi il Processo?”

L’obbiettivo è quello di creare una sequenza di video ritratti degli otto attori coinvolti.

All’interno della sala il lavoro continua con Aurora.

Ore 13.30

Pausa pranzo

Ore 14.30

Inizio del lavoro com Matthew Lenton:

“Sono molto felice di essere qui e ringrazio Lottounico e Aurora con cui collaboro da più di 10 anni… 

La cosa che vorrei fare questa settimana è veramente concreta: voglio esplorare delle parti 

specifiche del testo e muovermi verso la direzione che prenderà lo spettacolo. 

Costruire una struttura e poi lavorarci dentro.

Voglio andare dentro a Il processo…

Parto da due cose semplici: penso che ci sia molto divertimento dentro a Il processo.

Io penso che Kafka sia divertente. 

L’altra cosa è che Il processo è nel passato. In un tempo “altro” lontano da noi. Il tempo del sogno?

Ci tengo molto a precisare la questione della lingua:

lo spettacolo debutterà a Glasgow nel 2026, poi verrà in Italia e poi mi auguro giri il mondo. 

Gli attori reciteranno in inglese, ma non sarà la loro lingua. 

È molto interessante pensare in una lingua e parlare in un’altra. 

Non mi importa quindi che parliate bene, mi interessano le intenzioni. 

As you know: acting is not about the words but is about intention…”. 

Matthew insiste molto sull’importanza del corpo in scena e delle relazioni che si devono

instaurare tra gli attori e continua col parlare dell’importanza di essere in relazione con gli altri, 

si può sbagliare e molto spesso ci saranno incidenti. Saranno vitali per il lavoro. 

Preferisco qualcosa di imperfetto e magari ridicolo, ma vivo”.

Si continua poi con l’analisi del lavoro fatto al mattino.

Tutti esprimono liberamente la propria opinione provando a dare risposta alle domande poste da Aurora all’inizio della giornata.

Sono tanti gli argomenti trattati: il senso della giustizia, il rapporto con il potere, 

quello con il tempo, il tema della libertà, del senso di colpa, il rapporto con Dio. 

Matthew pone l’accento sulla questione del sogno nel Il processo e in senso più ampio, nell’arte, 

su quanto essa debba essere il più possibile universale. 

Torna ancora una volta a sottolineare l’importanza di avere lingue diverse e storie diverse. 

“Ci saranno i sovra titoli o sottotitoli perché tutti devono capire ”

Ognuno racconta aneddoti reali o personali che possano essere ricondotti a Josef K.

Dopo una breve pausa per un caffè, Matthew imposta il lavoro dei prossimi giorni, 

scegliendo solo alcune scene/frammenti de Il processo su cui si lavorerà da domani. 

Proveremo a far cadere un pezzo dentro l’altro, magari cambiando l’ordine temporale dei fatti. 

L’intenzione è quella di non costruire nulla a priori, ma di lasciare che tutto avvenga qui,

con le persone che abitano questa stanza e quello che c’è.”

Queste le scene scelte:

  • Uncle’s Visit (K/U))
  • Arrest (K/F/) 2.a. Supervisor (K/S +)
  • Frau Gruber (K/G)
  • Frau Burstner (K/B)
  • First Hearing (K/M +) 5.a. Empty Assembly Hall (K/W) 5.b. Usher 
  • Advocate
  • Leni (L/K/U)

L’ultima mezz’ora viene dedicata ad un gioco: 

in cerchio, due palle vengono lanciate tra gli attori a ritmo di musica. 

“Siate in relazione, aprite la visione periferica, smettete di pensare”

L’esercizio viene ripetuto per tre volte con musiche dal ritmo sempre più sostenuto. 

Throw catch – trow catch – throw catch – trow catch

Ore 18.00

Il primo giorno si chiude con un applauso ed un grazie. 

“Sono sicuro che lavoreremo bene insieme”.

A domani, 

ore 9.45 a Lottounico.

Martedì 14 Maggio 2024

SECOND DAY

Il secondo giorno

 

Ore 10.00

Incontro aperto al pubblico

Giuliana Ciancio dialoga con Matthew Lenton.

Giuliana, dopo qualche parola sul suo primo incontro con Matthew (era nell’organizzazione

del Napoli Teatro Festival quando Interiors è stato rappresentato per la prima volta in Italia – 2009) pone la prima domanda incentrata proprio su quello spettacolo e su quanto sia cambiato il suo lavoro da allora fino ad oggi.

“Ero a Glasgow e osservavo le persone di notte muoversi dentro i loro appartamenti. 

Sono arrivato in sala e abbiamo iniziato a immaginare lo spettacolo partendo da questa

suggestione. Non sapevo nulla di quello che avremmo costruito. L’ho detto agli attori e si

sono fidati”.

Matthew racconta di essere stato a Napoli per due volte: dopo alcuni anni dal debutto di Interiors al Festival, è tornato con un altro spettacolo. Descrive la prima esperienza come

meravigliosa, la seconda come deludente, per il lavoro e per i rapporti tra le produzioni. 

“C’erano tanti soldi ma era venuta meno la fiducia”.

Giuliana sottolinea quanto sia importante investire sugli attori e su tutte le professionalità coinvolte in un progetto. Per creare collaborazioni forti, ci vuole tempo e rispetto. 

Poi chiede a Matthew di parlare di Vanishing Point e di come realizzi i suoi progetti e ancora una volta la parola usata è “trust” appunto, fiducia, che si costruisce quotidianamente. 

“All’inizio del processo io non so quale sia la fine… Costruisco una situazione di partenza, sono responsabile dei materiali che scelgo, ma poi è solo con gli attori che si può improvvisare e creare.

Io amo gli attori perché sono curiosi, giocosi, connessi tra di loro e si muovono nel presente”.

Il discorso poi va sulla situazione politica in Italia e in Scozia, si parla di Brexit e delle difficoltà che essa ha portato anche per quanto riguarda le collaborazioni internazionali.

Cosa si può fare quindi?

Matthew parla dello spazio che la Compagnia Vanishing Point ha a Glasgow, e di come si

cerchi di ospitate gratuitamente giovani artisti e di supportarli nel lavoro. Suggerisce una piccola strategia, che lui ha sempre applicato: mettere da parte una quota ricevuta per il lavoro che si sta facendo, per iniziare a costruire il successivo. 

Non è tanto, ma almeno è un modo per iniziare e solo facendo si può provare a cambiare le cose.

Emerge la concezione della compagnia come di una famiglia, che va anche protetta.

Matthew è molto sincero e diretto: non è responsabilità dell’artista se il lavoro è bello o è

brutto. L’artista è responsabile solo di quello che fa. Paragona lo spettacolo ad una partita

di calcio. Si costruisce l’azione di volta in volta per arrivare a calciare in porta. Si gioca insieme a tutti quelli che sono in campo. Non si può prevedere prima l’azione. È necessario improvvisare il presente.

Giuliana e Matthew affrontano la conversazione con estrema libertà, stima reciproca e

sincerità.

Il pubblico è invitato a fare domande e ne segue un breve dibattito sul lavoro dell’attore, sulle scelte fatte da Matthew per e sulla sua compagnia.

Keep playing” e la parte che interpreterai funzionerà. Con la paura e con il panico, no.

ore 11.30

Inizio del workshop

Viene proposto un esercizio semplice: camminate nello spazio. 

A Edoardo viene dato il compito di accompagnare con un suono questa camminata: una suggestione. Agli attori quello di lavorare sempre insieme agi altri. 

Cambia il ritmo, cambiano le situazioni che si creano. 

In pochissimo tempo nascono relazioni e con loro delle storie da raccontare. Ci sono corpi

che reagiscono ad una musica e una musica che reagisce ai corpi. È quello che Matthew

chiama “connection”.

È molto emozionante: arrivano le lacrime (non solo le mie) e poi le risate (non solo le mie).

Poi, con un cenno, Matthew chiede a Edoardo un improvviso silenzio.

“nessuno sa cosa stia succedendo, state dentro a questa cosa”

Vengono presi due microfoni: uno per Matthew, l’altro per Sandy. Daranno loro la voce a due attori che stanno improvvisando.

Il gioco è “semplice” (mi permetto di dire che la semplicità è veramente una grande conquista) e super divertente. 

Si ripete creando nuove situazione e cambiando gli attori: due al microfono, altri in scena.

“Less is better!”

ore 12.30

Piccolo briefing sul lavoro svolto

Seduti in cerchio si prendono le scene consegnate ieri.

Nell’esercizio funziona il fatto di non sapere cosa l’attore che dà voce dirà. Questo obbliga chi invece riceve la voce ad essere disponibile e in uno stato di costante stupore. 

Si ripete lo schema dell’esercizio provando una delle scene assegnate.

Edoardo ne improvvisa la colonna sonora. 

Ore 13.30

Pausa pranzo.

Ore 14.30

Si riparte dal cerchio.

Matthew consegna una scena non da Il processo, che potrà aiutare il gruppo ad andare affondo all’esercizio proposto al mattino (un attore da la sua voce col microfono a un altro attore, che recita la scena).

Ore 15.30

Si torna su Il processo.

Si cambiano le distribuzioni. Si legge e commenta ogni scena. Si analizza il testo.

Si lavora sulla scena  6. Advocate

“Andate piano e provate a giocare. 

State nei dettagli. Non tralasciate nulla, ascoltatevi.

Fidatevi di fare meno.

Fidatevi di fare, senza raccontare. State nel momento. 

Si impara facendo. 

Per me la cosa importante sono le relazione e la reazione agli impulsi”.

Ore 17.40

Si lavora sulla scena 7.Leni

“Great job!

La giornata si conclude con un applauso ed un grazie.

Ci vediamo domani a Lottounico.

Mercoledì 15 Maggio 2024

THIRD DAY

Il terzo giorno

 

Ore 10.00 

Il gruppo inizia a lavorare con Sandy che assegna lo stesso ruolo a due attori/attrici.

Si alterneranno nel lavoro in scena e al microfono.

Da il tempo di studiare le scene, analizzare, lavorare a coppie.

Ore 11.30 

Inizia il lavoro con Matthew: si parte da una semplice camminata nello spazio, accompagnata

dalla musica di Edoardo, che a sua volta gioca con gli attori, offrendogli stimoli e suggestioni.

Nasce una improvvisazione che Matthew trasforma in una vera e propria scena.

Entriamo ne Il processo.

È mattina: Josef si sveglia e fa colazione. C’è qualcosa di strano però rispetto al solito. 

Tre attori vanno fuori dalla porta di ingresso a spiare l’ azione. 

Gli altri lavorano intorno all’ attore che interpreta  Josef. 

Sandy al microfono legge le prime frasi del libro.

Matthew accompagna il lavoro intervenendo con la massima cura..

“ Great!”

“ Credo che il lavoro sia andato molto bene. Si è creata un’immagine a cui non avevo pensato”.

Poi dedica un tempo all’analisi di quanto successo, sottolineando la differenza tra quotidianità e semplicità: è interessante lavorare sui contrasti ( azioni ordinarie compiute da Josef/ azioni extra ordinarie compiute dalle presenze intorno a lui), ma è fondamentale trovare la misura. 

“Io non amo il simbolismo. Amo la concretezza. Che può essere assurda, ironica, fuori dalle righe, immaginifica…” 

Ore 12.30

inizia il lavoro sulla scena 1. Uncle’s visit

Ci sono due attori al microfono che danno voce agli altri due attori in scena.

Rifletto su quanto sia interessante questa modalità di lavoro. Obbliga gli attori ad un ascolto incredibile. Determina immediatamente un “fuori” e un “dentro”, un gioco nel gioco. Non è affatto facile trovare l’equilibrio, far si che tutto sia organico e insieme totalmente libero. 

“ Non mi piace quando un attore che interpreta più personaggi entra in scena con un costume, esce, si cambia e entra con un nuovo costume e quindi un nuovo personaggio. Preferisco che si faccia in scena: basta togliere un cappello e diventare altro”.

ore 13.30

pausa pranzo

ore 14.30

Gioco con la palla.

Grande divertimento. 

Si lavora sul passaggio tra la scena 1 e la 2.

Improvvisazione, sempre con attori al microfono e altri in scena.

Matthew interviene sul lavoro, da indicazioni, inizia a concertare. 

“Dividete bene le parole. 

Precisione sull’azione.

Precisione sulla musica”. 

Lavora sul ritmo con gli attori e con Edoardo che li accompagna.

Matthew fa vedere il video di una scena tratta da una sitcom per far capire l’ energia necessaria al lavoro. Energia che cresce.

Ore 15.15

Si lavora sulla scena 2. L’arresto

Lavoriamo con tre persone fuori che danno la voce: tre microfoni.

“Non sommate azioni e reazioni. Lavorate bene sugli stop”.

Matthew interrompe più volte, vuole più precisione, è molto specifico. ( Penso lo faccia anche per chiarire le regole di questo codice. Più entra nel dettaglio ora, più sarà facile dopo) 

“Non caricate di tripli significati. Rimanete sul senso, sull’impulso.

State in quello che fate. Senza commentarlo”.

Interviene anche Sandy, specificando ancora di più. Stanno lavorando al millimetro.

“One more last time, one more last time, again, again, one more last time…

fino a… Great!”

Questo inizio di scena funziona.

Si va in pausa per 5 minuti.

Ore 16.30

Ricomincia il lavoro

Continuiamo con la scena 2.

Matthew ci fa spegnere le luci: crea così un’ atmosfera. Ci chiede di usare la cucina e il soppalco.

Fa nascondere un attore/ personaggio sul soppalco, uno dietro la porta del bagno, uno in cucina.

Inizia la scena.

Il tentativo non funziona. riaccendiamo tutto.

Si riparte.

Adesso gli attori fanno proposte sempre più precise.

“Lavorate sempre insieme”

Matthew da indicazioni anche su pause, respiri, intenzioni, pronunce…

“ Segnate bene stop e inizio dell’azione”

Si arriva a fine scena.

Si analizza il lavoro per qualche minuto prima della fine della giornata.

Mi perdo tra il mixer, il microfono, il telefono che continua a ricevere messaggi.

Guardo l’orologio. Mancano due minuti. Sono molto stanca. 

Una cosa però mi riaccende subito l’ attenzione ( non l’ho mai persa da stamattina alle 10.00, lo giuro): la parola Love. 

Credo che Matthew abbia detto:

“I love all of you”. 

Credo che il concetto fosse: è bellissimo come gli attori, se sono bravi, riescano a trasformare qualcosa di artificiale in reale.

Di sicuro ha concluso anche questo terzo giorno con un “Great job! Thank you!”

Ci vediamo domani a Lottounico.

Giovedì 16 Maggio 2024

FOURTH DAY

Il quarto giorno

 

Ore 9.30

Si inizia la giornata con “Here comes the sun” (The Beatles):

in cerchio lancio di due palle a ritmo.

Cambia musica, cambia il ritmo.

“Throw, catch, throw, catch”

“ Prendi, lascia, prendi, lascia”

Gli attori sembrano dei bambini: giocano, divertendosi ma con serietà. 

Ultima canzone, ultimo ritmo. 

Camminata nello spazio. 

“ Restate in contatto col pavimento, con lo spazio.

 Non toccate gli altri, anche se siete vicini. Rilassate il corpo. 

Siate leggeri. Camminate sulle nuvole. 

“But still naturally. No acting.”

La musica finisce.

Gli attori sono molto vicini uno all’altro. Si trova un piccolo punto di contatto, in modo da formare una catena. 

Scoppia una risate e la si asseconda. 

Ore 10.30

Inizia il lavoro sulle scene.

Fine pag. 5

Tre microfoni- tre attori

(Due attori per un personaggio: uno gli da la voce al microfono, l’altro il corpo in scena.)

“Lavorate sulle intenzioni senza caricare i personaggi con la voce. 

Non preoccupatevi di trovare subito la strada giusta. Sperimentate. Potete lavorare di fronte al pubblico o di spalle. Scegliete di volta in volta. 

E’ molto difficile trovare la misura.

Non vi preoccupare se non riuscite a pronunciare bene le parole. E’ più importante l’intenzione. Ci

sono dei suoni che sono molto difficili per gli italiani. Non importa. Pronunciate come vi viene più facile, ma non rinunciate mai alla precisione dell’intenzione”.

Matthew lavora sulla scena. 

Sottolinea l’importanza della relazione.

L’attore in scena non deve anticipare la voce e la voce deve cogliere i regali che l’attore in scena gli offre. 

Gift end not trick.

Definitely not beeing eavy. 

Definitely not act a character. 

Being light”.

E aggiunge.

“Really decide to left the audience decides on the characters”.

Matthew lavora sul testo con un attore al microfono. Lo aiuta nella comprensione. 

Chiarisce la pronuncia. Lavora sul ritmo della battuta, definendo pause e respiri.

Lo fa con pazienza e fiducia. 

“Good. One more time…

Play the search of a word.

Try again”

Il lavoro che faccio con te, è per tutti. 

Aiuta anche me a modificare il testo.

E si va avanti fino a “Really good.

Si ripete la scena ancora una volta. Poi di nuovo. 

“Really great job.”

Matthew chiede a Edoardo di iniziare a accompagnare la scena con la musica, seguendo la psicologia dei personaggi. 

Sandy, propone agli attori delle azioni.

“Bravi, nice choses!”

Proviamo di nuovo la scena.

Just for fun!”

Matthew sottolinea come gli errori possano essere preziosi, e a volte aprire delle nuove possibilità.

Ore 12.30:

scena 2.a Supervisor

“Fate variazioni nella frase ma senza perdere il senso.

Chiari nel movimento.

Precisi.

Lavorate sull’articolazione”.

Matthew guida gli attori in tutto, con estrema sensibilità, cogliendo le caratteristiche di ognuno di loro.

Ore 13.30

Pausa pranzo

Ore 14.30

Il lavoro ricomincia con 5 minuti di gioco: si disegna un campo a terra e si fa una specie di ping pong (non scrivo le regole…Scrivo solo che è molto molto divertente. Obbliga ad essere precisi e attenti).

Ore 15.00

Matthew dedica  tempo alla “connection” tra voce e corpo, a maggior ragione che in questo caso la voce è di un attore e il corpo di un altro. 

Lavora con un’ attrice in particolare, per essere certo che abbia capito a fondo le sue indicazioni.

La porta a spingersi in nuove proposte e nuove direzioni.

“Enjoy the language, enjoy the ideas”

Ore 16.00

Matthew interrompe il lavoro sulle scene e propone un esercizio con due sedie.

I due attori sono uno di fronte all’altro. Ognuno seduto su una sedia. Azione-reazione- impulso.

Piccola improvvisazione: “Lei ti viene a dare una notizia bruttissima”.

“”La sedia è il tuo pensiero, che quindi riceve e da impulsi. Si muove. 

Spesso su una frase lunga il pensiero cambia. Quindi va avanti o indietro.”

Ora Matthew chiede ai due attori sulle sedie di fare lo stesso lavoro ma dicendo le battute del testo.

“Cercate di non muovervi mai contemporaneamente. Uno parla, l’ altro ascolta.

Prima movimento, poi battuta.

Non inventate impulsi quando non ne avete bisogno. 

Ok, ora lo rifate con un ritmo più alto.

State attenti a non rompere l’ impulso, che è pensiero.”

Il passaggio successivo, è di introdurre in questo esercizio, il lavoro con i microfoni:

due attori in scena sulle sedei e due al microfono.

Matthew interrompe spesso, fa ricominciare, corregge. Sta insegnando un linguaggio ( lo sta scoprendo anche lui). E lo fa con attori che non parlano la sua stessa lingua. 

Detta così sembra una follia. 

Eppure io me lo ricordo bene “Interiors”: era una meravigliosa follia.

Chissà domani cosa succederà.

La giornata si chiude con l’invito ad una riflessione: cosa vi succede quando non conoscete la scena e la voce parla per voi e cosa quando c’è un testo stabilito che conoscete. 

Tutti sono invitati a parlare. Matthew condivide la sua esperienza.

Anche questa giornata è giunta al termine. 

È stata molto faticosa: ci meritiamo tutti una birretta.

Ci vediamo domani a Lottounico.

Venerdì 17 Maggio 2024

FIFTH DAY

Il quinto giorno

 

Ore 10.00

Matthew vuole finire il lavoro di ieri e poi passare alla scena successiva.

Chiede se ci sono domande.

“È interessante che domani potremo testare questo linguaggio con il pubblico. 

Dobbiamo prenderci anche un tempo per verificare i tagli fatti sulle scene e le modifiche sul testo.

Voglio fare due esperimenti:

Vorrei provare a tradurre nella vostra lingua dei pezzi di scene. Per vedere la differenza che c’è per voi che lavorate e per chi è nel pubblico.

Vorrei anche provare il fatto che Josef sia l’unico a parlare direttamente mentre gli altri hanno la voce fuori campo”.

“Penso che tutti gli attori in questa stanza siano molto bravi. Siete però molto diversi.”

Gli attori riportano le loro esperienze.

Partiamo dal fatto che tutti si sentano persi, gli attori e i personaggi. 

Sono sorpresi dalle loro azioni. 

Per capire il funzionamento di questo linguaggio che si sta provando a costruire è necessario ripetere, sbagliare, imparare dall’errore, trasformalo in qualcos’altro.

Matthew mostra la scena da “Beetlejuice”: ai personaggi accadono delle cose che non capiscono e agiscono in questo stupore.

Non bisogna recitare la commedia. Bisogna stare dentro l’ azione. Non è una questione psicologica.

Quanto Matthew dice è per me esaltante. 

Ascoltando gli attori e i loro dubbi, sta dando a tutti noi una grande lezione su cosa sia “recitare”.

Non si mette in cattedra. Non dice mai “è così”. Sorride, ride, si diverte. Non giudica mai. Accoglie e reagisce. 

“That sounds great for me”, dice rispetto aun pensiero espresso da un attore.

Specifica il perché. Fa esempi.Parla di nuovo di Interiors. 

Vuole che tutti capiscano chiaramente cosa intende.

Ore 11.00

Andiamo avanti con la scena 2. Supervisor.

L’ attrice ha problemi con la lingua.

Matthew le propone un’improvvisazione in cui chiede a chi fa la sua voce di parlare italiano. 

Sandy da a lei dei compiti fisici. Le mette un impermeabile addosso e le suggerisce di lavorare con le mani in tasca.

Si scoprono delle cose interessanti.

Il lavoro è buono! Stai attenta: cerchi troppo di comandare e non metti fiducia nell’aspettare cosa accade.”

Matthew dichiara che avrebbe dovuto fare questo esperimento il primo giorno e non metterla dentro la scena direttamente. 

Penso che ora ti sia molto chiaro il lavoro.”

E continua allargando il discorso:

Questa improvvisazione mi pone una questione: se il lavoro è in inglese, bisogna trovare una “lingua inglese” che gli italiani possono dire. 

La lingua di appartenenza è più concreta. Poi però c’è il pubblico.” 

La questione è complicata e necessita vari esperimenti, tentativi e fallimenti. 

Ore 12.00

Passiamo alla scena successiva.

3.Frau Gruber

La scena funziona: i quattro attori lavorano perfettamente insieme. 

C’è sintonia e grande fiducia.

Tutto scorre in maniera fluida e insieme sorprendente. 

Matthew dice di andare avanti, improvvisando.

Diventa un musical.

Lo spunto è arrivato dalle due attrici che hanno iniziato la scena canticchiando.

“Cantante con sincerità.

Entrate nel mondo dell’opera”.

Matthew chiede a me di accendere tutti i microfoni ( ogni attore ne ha uno), a Edoardo di  

accompagnare la scena.

E’ fantastico: C’è ascolto, divertimento, fiducia. Ci sono tutti gli elementi di cui Matthew parla ormai da cinque giorni.

Really lovely!”

Prima di andare in pausa si dedicano alcuni minuti a parlare del lavoro fatto. 

Provate a rendere il vostro corpo più espressivo di come è normalmente. E’ una illusione di naturalismo, ma senza caricare. Senza fingere. Senza trucchi.”

Ore 13.30

Pausa pranzo

Ore 14.30

Si ricomincia con il gioco della palla (tipo ping pong a terra).

Ore15.00

Proviamo la scena 2. Arrest, ma con Josef che parla dal vivo (microfonato) e gli altri che sono doppiati dalle voci al microfono fuori scena.

Edoardo prova a suonare la colonna sonora.

Matthew fa sedere in scena i quattro attori con i microfoni, di spalle al pubblico.

Poi prova a fare il contrario, li fa spostare in fondo alla scena e di fronte al pubblico.

Il lavoro funziona.

Ore 16.30

Matthew ci chiede di microfonare tutti gli attori. 

Prova il passaggio tra la voce e l’attore che recita.

In alcuni casi gli attori usano la loro voce. In altri vengono doppiati. 

Di nuovo si cambia assetto: chi doppia è seduto davanti.

Viene messo un tavolo al centro e un microfono. 

L’ attrice che interpreta il giudice legge incipit del libro. 

Matthew interviene nel lavoro specificando la necessità di far coesistere mondi diversi: uno è quello della realtà, l’ altro del sogno (lo chiamo così per convenzione)

Ho bisogno di parlare ancora della questione della lingua e di quanto possa essere un ostacolo o una possibilità.”

Il confronto con il gruppo è per lui fondamentale. 

Ancora una volta la giornata si conclude con un “great job. Thank you!” 

Quello che stiamo facendo non è un workshop, è l’inizio di un lavoro che debutterà nel 2026.

Sono molto felice di essere qui con voi, a Lottounico”

Grazie a te Matthew, grazie cari attori. Siamo felici anche noi.

ci vediamo domani a Lottounico.

Sabato 18 Maggio 2024

SIXTH DAY

Il sesto giorno

Ore 10.00

Il lavoro inizia con la lettura dei testi.

Matthew da indicazioni sulla pronuncia e chiede agli attori di lavorare a coppie sulle scene.

“Adesso scegliete un paragrafo dal vostro testo.

Leggetelo più veloce che potete. 

Se fate un errore io faccio “ahhhhhhh” e ricominciate.”

Il primo attore fa l’esercizio. 

Sandy propone di fare la stessa cosa in piedi, camminando nello spazio e cambiando direzione ogni volta che c’è una pausa o una virgola o un punto. Il punto è uno stop. La virgola, il punto interrogativo o i respiri sono piccole variazioni.

Lavorano Matthew e Sandy nel dettaglio. Pronuncia e intenzioni. 

Due, tre attori fanno questo esercizio. 

Poi Matthew chiede a tutti di fare un esercizio insieme. 

livello uno: zero intenzione.

livello due: energia necessaria per alzarsi.

livello tre: livello di movimento economico.

livello quattro: azione

livello 6: all’erta

livello 7: tragico

Si mettono in cerchio e intonando una canzoncina da bambini lavorano sulla tensione. Si muovono nella stanza con una energia crescente. Tutti hanno un grande controllo. 

Matthew torna sull’attore che stava facendo l’esercizio prima dell’interruzione.

Gli chiede di lavorare a livello 2/4/6/1/7/ 3/2/1

Enjoy the language!”

“Great”.

Chiede a un altro attore di lavorare.

“la punteggiatura è vostra amica!”

Poi prova a far fare ad uno i movimenti e all’altro chiede di leggere la parte.

Poi prova a far entrare nel lavoro un attore che faccia Josef.

Ore 13.00

Lavoriamo sull’inizio.

“Ricordate tutti gli esercizi di stamattina. 

State sempre con il vostro partner.

Questa è la cosa più importante per noi.” 

Ore 13.30 

Pausa pranzo

Ore 14.30

Ricomincia il lavoro con il gioco della palla (tipo ping pong)

Breve improvvisazione.

Ore 15.30

Breve pausa prima dell’apertura.

Ore 16.30

Inizio della prova aperta

“Stiamo lavorando sul trovare l’idea dello spettacolo, non sul testo.

Vogliamo mostrare delle scene che improvvisiamo su The trial.

Sono molto interessato alla lingua.

Ci saranno attori non inglesi che lavoreranno in inglese con il loro accento.”

Inizia la prima scena: gli attori lavorano benissimo.

Siamo noi il problema nella parte tecnica: c’è un microfono che fa i capricci.

“Ok, via i microfoni”.

La sessione si chiude con alcune domande da parte del pubblico sul lavoro.

Matthew risponde.

Gli attori rimangono dentro a parlare con Matthew.

Vengono date indicazioni a tutti.

Nella pausa crollo per l’emozione (Forse anche per la stanchezza).

Matthew rinnova il desiderio di lavorare con noi. Lo fa pubblicamente, dicendo che siamo un luogo importante e raro a Roma e in Italia.

E ci regala una bottiglia di whisky!!!!

Ore 18.00

Seconda prova aperta.

Tutto funziona alla grande

Si prosegue improvvisando!!!!

Di nuovo Matthew si ferma a parlare con il pubblico.

“Non pensavo che una parte potesse essere un musical.

Quando facciamo delle scoperte abbiamo bisogno di parlarne e capire perché hanno funzionato.

È come un orchestra che si riunisce e insieme crea la storia.

Funziona quando c’è una sintonia perfetta.

Io amo questi attori, che sono dei serissimi bambini”.

Scroscia un applauso.

Il pubblico esce. 

Abbiamo bisogno di brindare, di defaticare. 

È stata una giornata lunghissima.

Ore 20.30

Resto sola a Lottounico. 

Ancora devo pulire il pavimento e preparare la sala per domani.

Mi siedo e sto per qualche minuto in silenzio.

Ho bisogno di ascoltarmi.

È da settimane che corro e lavoro senza sosta. 

Ora, qui, in questo vuoto, ho la consapevolezza che nulla sarà più come prima.

Abbiamo fatto qualcosa di importante. 

Ci abbiamo creduto. E abbiamo combattuto perché succedesse, senza paura.

Noi, che siamo donne e attrici. 

Noi, imperfette, fragili e orgogliose di esserlo.

Noi, che amiamo il TEATRO. 

Domenica 19 Maggio 2024

SEVENTH DAY

Il settimo giorno

 

Ore 10.00

Passeggiata urbana

Ore 12.00

Si parla del lavoro. .

“Vorrei che oggi parlassimo e ci confrontassimo.”

Un attore:

“Il problema è stato il pubblico.

Per cui ero agitato.

Sapevo di non essere perfetto.”

Matthew:

“Questo per me è stato interessante.

Eravamo in bilico tra raccontare una storia e  improvvisare.

Avere delle persone che guardano è interessante non per quello che dicono ma per capire come reagiscono al lavoro mentre accade. Non ho bisogno di ricevere conferme. Ma ho bisogno di vivere l’ esperienza di lavorare con un pubblico.” 

Un altro attore: 

“Penso che ci voglia un tempo lungo per essere pronti al lavoro.”

Un altro attore: 

“Potrebbe essere interessante che l’ attore in scena non sappia chi sarà la persona che da la voce.”

Matthew:

“La prima scena è più difficile. Ci sono più persone in scena e forse ci vuole più tempo. 

Parliamo in maniera analitica senza giudicare il lavoro degli altri.

Perché così lo renderemo utile per noi.”

Ore 13.30

Pausa pranzo

Ore 14.30

Gioco del ping pong a terra.

Ore 15.00

Si continua a parlare del Lavoro.

Proviamo una improvvisazione, cambiando voci e attori in scena. 

“Recitiamo la situazione. 

Non pensiamo a fare i simpatici.”

Ore 16.00

Chiusura dei lavori.

Proiezione del video fatto da Viola e  e montato da Alessandro.

Grazie a tutti gli attori e le attrici coinvolte.

Grazie allo sguardo attento e gentile di Viola Damiani.

Grazie alla musica di Edoardo Petretti.

Grazie alla passione di Valentina Morini.

Grazie alla forza di Aurora Peres.

Grazie alla cura di Sandy.

Grazie a Irene Ranaldi per la passeggiata.

Grazie a Giuliana Ciancio per il sostegno.

Grazie alla precisione di Alessandro Leligdowicz.

Grazie alle persone che ci hanno aiutato: Susanna Trojano, Andrea Pancini, Roberto Riccioni, Mauro Lopez.

Grazie a Belen per le torte e al catering di Hoppiness.

Grazie alle persone che sono venute in questi giorni a Lottounico.

Grazie a Matthew Lenton e a Vanishing Point.

Ci vediamo a Glasgow!

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico “finalizzato alla raccolta di Proposte progettuali per la realizzazione di eventi, manifestazioni, iniziative e progetti di interesse per l’Amministrazione capitolina di rilevanza cittadina” promosso da Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Grazie a Roma.

Ah… dimenticavo: grazie anche a me.